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  21 Grammi
  di Alejandro Gonzßlez I˝ßrritu - usa 03

cine

Un film sulla morte o sulla vita?
Su quanto siano vicine o su quanto siano indissolubilmente legate?
ChissÓ.
Senza dubbio per˛, un film bello, intenso, forte, vicino alla vita vera e ai dolori, profondi, che ogni tanto ci bussano alla porta e ci trovano completamente impreparati.
Tre vite, quanto di pi¨ distante ci possa essere, si incrociano a causa di un incidente (auto-citazione del genietto messicano, vedere il precedente "Amores Perros").
E scatenano una reazione distruttiva che porta per˛ al perdono e alla redenzione. Una metafora religiosa, dopo che per tutto il film la religione (Cattolica, in questo caso) viene mostrata per quanto delirante possa essere.
Il film ci porta inoltre a riflettere su quanto questa nostra societÓ agiata ci abbia allontanato dalla condizione ottimale per saper affrontare la perdita.
Un discorso a parte merita l'originalitÓ e la sfrontatezza di questo regista (a questo proposito, vi consiglio se non l'avete fatto, di vedere anche "11 settembre" e in particolare, l'episodio diretto da I˝ßrritu); le storie, a parte il viraggio della fotografia di colore diverso per i tre protagonisti, che si nota appena, ci vengono narrate con continui avanti e indietro nel tempo, e per un bel po' ci spiazzano; anche per questo (ma per una storia di tale intensitÓ non ce ne sarebbe stato bisogno) si rimane inchiodati alla poltroncina per due ore, affascinati dalla coesione regista-storia-attori.
IntensitÓ massima, Sean Penn asciutto come mai prima, Naomi Watts la pi¨ sopra le righe per via della parte, ma assolutamente convincente, Benicio Del Toro penetrante, disperato, dannatamente profondo.
Dopo aver ricordato Charlotte Gainsbourg nella parte di Mary, la compagna in crisi di Penn, ruolo minore riservato a questa attrice non bellissima ma sempre fortemente affascinante, vorrei soffermarmi su tre scene devastanti per emotivitÓ e recitazione. Sean Penn muto seduto sul bordo di una piscina vuota e semi-abbandonata (la vediamo quasi all'inizio ma la capiamo quasi alla fine), Naomi Watts che ripercorre la strada dell'ultima passeggiata del marito con le figlie fino all'incrocio dove rimangono vittime dell'incidente, dopodichÚ si siede sul marciapiede e tocca le foglie secche che potrebbero aver fatto da "testimoni", Benicio Del Toro che si fissa nello specchio del motel poco prima di raschiarsi un tatuaggio di una croce sull'interno dell'avanbraccio mediante un coltello scaldato con l'accendino.
Poco da fare, i film "circolari" (se possibile con coincidenze alla Kieslowski) risultano sempre di una spanna pi¨ emozionanti.

Siamo solo a Gennaio, ma abbiamo giÓ un serio candidato al miglior film dall'anno.

di: Ale

 

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