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Banda Bardo'__________
Recensione Album_
::  BONGO! BONGO  ::::::

 di Marco Zeus

 

E’ uscito poco più d’un mese fa il nuovo disco della BandaBardò, che appare in gran forma e decisa ad imporsi nel panorama musicale nazionale. S’intitola “Bondo! Bondo!”, e se qualcuno fosse curioso di sapere il significato di quest’espressione, gli rispondo candidamente: non ne ho idea, però suona bene.

  
   Colpisce l’immagine di copertina, una marionetta dal volto vagamente – anzi, decisamente – somigliante a quello di un noto presidente del Consiglio nonché proprietario d’un vasto impero mediatico, con in più due baffetti e una banconota da 100 $ a mo’ di vestito. A prima vista verrebbe da pensare a un disco politicamente impegnato, ma in realtà i temi affrontati nelle tredici canzoni sono più d’uno.
:: La prima traccia (“Riassunto”) è tratta dal documentario “Gimme Shelter” di D.e A. Maysles, testimonianza del concerto dei Rolling Stones del 6 dicembre 1969, che fu segnato dall’uccisione di un giovane di colore da parte degli Hell’s Angels (i quali erano responsabili del servizio d’ordine!). La voce è quella originale di Mick Jagger, che dice: “Gente, chi sta litigando e perché?… Calmiamoci tutti…”

  Oltre a quella – suppongo – inconsapevole dell’ uomo con le labbra più sensuali del mondo (sia ben chiaro che non si tratta di una mia opinione, personalmente non ci terrei ad essere baciato da lui…), c’è un’altra partecipazione importante in questo disco, ed è quella di Max Gazzè, grande amico della band. Suo è il controcanto in “Sette sono i re”, canzone ironica ed orecchiabile, ma soprattutto più che mai attuale: i sette re sono i potenti della terra, che per la loro smania di grandezza finiscono col cadere uno dopo l’altro, prede della loro follia, finché non ne restano due, che “si odiano perché uno è figlio d’arte, l’altro fuma il narghil腔. Non so voi, ma a me vengono in mente Bush jr. e Saddam.  
Ma, come detto prima, non c’è solo politica; è un disco fatto di poesia, di riflessioni personali sul nostro essere: “senti che sapere che ti dà la vita, e che bocca amara che ti lascia l’avidità…” (“1,2,3, stella"); sugli “attimi fuggenti” da prendere al volo: “non so fare rinunce, nemmeno sacrifici, mi affido all’istinto e ai suoi benefici… non perderò il treno che mi porta sulla luna…” (“Il treno della luna”); sui cosiddetti “ultimi”, persone relegate ai margini d’una società ipocrita, tema questo tanto caro a Erriquez e compagni “canto la vita rovinata, prima il successo, poi l’oblìo” (“Gomez”);
sull’incapacità del singolo individuo di pensare autonomamente, senza doversi uniformare alla massa: “e ti dicono chi sei se dici con chi vai, sanno tutto, sai cosa diventerai…” (“Rumore di fondo”).

  Un disco, dunque, che sia sotto il profilo dei testi che della musica, vede la Bandabardò proseguire decisa il cammino verso la piena maturità artistica, senza rinunciare al proprio stile, miscela sapiente di energia e pulizia di suoni; non scopriamo certo oggi, infatti, che i componenti del gruppo sono ottimi musicisti.  
  La strada intrapresa è quella giusta; ma d’ora innanzi, la banda dovrà sapersi confermare ad alti livelli, e – anzi – di continuare l’ascesa verso il grande pubblico, senza per questo diventare “troppo commerciali”, come spesso accade.
  Ma abbiamo fiducia che Erriquez, Finaz, Nuto, Don Bachi, Orla, Cantini, per tacer di Paolino, non cadranno in quest’errore.


Il bello, comunque, viene adesso: siamo pronti a sostenerli.

::Tracks List::
1_Riassunto
2_7 Sono i Re
3_1,2,3 Stella
4_Il Principiante
5_Les Plus Belles Filles
6_Non sarai mai
7_Il Treno della Luna
8_Fine delle Danze
9_Gomez
10_Stefano Pinto
11_Passera' la Notte
12_Rumore di Fondo
13_Fortuna

::Formazione::
_Enriquez: chitarra ritmica, voce
_Finazzo: chitarra solista, 
_Ludo: batteria
_Orla: chitarra ritmica 
_Don Bachi: basso

 
contatti: Bandabardo'

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