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Zona Limite_
Recensione Album_
:: L' uomo, il contratto sociale e l' agenzia di viaggio ::

 di Marco Bicchierini

 

Mi era già capitato di ascoltare il lavoro degli Zona Limite, ma non avevo dato al disco la dovuta attenzione durante l' ascolto. Ora che l' ho fatto , mi chiedo come è possibile che una band che riesce a sfornare così tanta energia, potenza ed originalità , non abbia ricevuto un adeguato interessamento da parte di alcuni addetti ai lavori. Il lavoro degli ZL si sviluppa su 6 brani: si parte con "Poco o niente" che si articola su una forte timbrica vocale interno strofa, con un ritornello cantato in modo più melodico dove si viene a creare anche un' azzeccatissima doppia voce.

 Forte impatto sprigiona anche l' ottima coppia ritmica, supportata da suoni di chitarra all' altezza della situazione. Si va avanti con "Salute e grano" che all' inizio ci graffia con un corposo riff di basso, che ci introduce al brano. La cosa che mi colpisce immediatamente durante l' ascolto è l' accostamento tra la parte vocale e lo sviluppo della strofa. Pezzo sicuramente più calmo rispetto alla prima song. Stupendo il bridge costruito, sullo stile Verdena. Veramente bello. Il "Viaggio" è un brano molto particolare, difficile da catalogare. Spicca su tutti la batteria di Marzio Del Testa, che riesce a dar luce a delle ritmiche che ricordano molto il S.O.A.D. sound. Tutto il brano si poggia su scambi cadenzati dal drummer, sembra quasi un rincorrersi x poi far si che il pezzo esploda, e gli ZL ci riescono molto bene. Da notare la parte di basso che si amalgama molto bene con le pur difficili sfuriate di batteria. "Mani" è secondo me il pezzo più bello del disco. Struttura ben costruita su esplosione sonora e strofa cadenzata. Solito ritornello melodico rispetto al totale del pezzo, che ne fa una caratteristica inconfondibile della band volterrana. Altro bridge degno di nota, che da il la alla cavalcata finale. "Finta calma" ricorda molto nel riff della strofa una notevole attitudine al sound dei Pumpkins. Anche nel proseguito del brano l' accostamento alla band di Chicago è più che azzeccato, soprattutto x quanto concerne la parte vocale. Ottimi i suoni che escono dalla 6 corde. Infine troviamo "Collasso" che esplode subito in un riff che nella sua timbrica e potenza non ha nulla da invidiare ai più acclamati Korn. Si continua su di una base dove dominano ancora una volta batteria e basso, che creano la colonna vertebrale del brano, dove neanche a dirlo si accosta in modo esemplare il cantato di Emiliano Pasqui.

 
Veramente un ottimo lavoro questo degli ZONA LIMITE, difficile da catalogare. I 4 spaziano in vari generi come è giusto che sia, e rendono interessante questo disco.
Ancora complimenti.

::Track List::
1_Poco o niente
2_Salute e grano
3_Viaggio
4_Mani
5_Finta calma
6_Collasso

::Formazione::
_Marco Bagnai: basso, cori
_Emiliano Pasquinelli: voce
_Marzio Del Testa: batteria
_Enrico Sabatini: chitarre

 
contatti: www.zonalimite.net - info@zonalimite.net

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