cine__________________________________________________________Toscana in Concerto____

Consulta l'Archivio della pagina Cine

Se la pensate in modo diverso e volete scambiare due parole
con l'autori delle rece, scriveteci alla solita staff(chiocciola)toscanainconcerto.it
 
provvederemo a mettervi in contatto. 
Grazie!!!


Aggiornamento: 15-05-05

Indice Recensioni

 

L'amore fatale

Be Cool

Saimir

Le Crociate

Non Aver Paura

Cuore Sacro

Heimat 3

Hotel Rwanda

Il Mercante di Venezia

La vita è un miracolo

Mi presenti i tuoi

Provincia Meccanica

The Assassination

Una lunga domenica di passioni

Elektra

The Aviator

NeverLand

Ma Quando Arrivano Le Ragazze

The Woodsman

La Foresta dei Pugnali Volanti

Volevo Solo Dormirle Addosso

36

Nicotina

Natural City

Ray

Alla Luce Del Sole

Alexander

Exils

Melinda & Melinda

Oceans Twelve

La Spettatrice

Confidenze troppo intime

Un Bacio Appassionato

Che pasticcio Bridget Jones

Spartan

Saw

Private

Isola

Grudge

Tu la conosci Claudia

The Corporation

Maria Full of Grace

La Ragazza della porta Accanto

La Nina Santa

Inventore di Favole

Ferro 3

Eros

Donnie Darko

Closer

Camminando sull'Acqua

Se mi lasci ti cancello

I Robot

Lei Mi Odia

Jersey Girl

The Village

2046

Les Choristes

Cosi' Fan Tutti

Il Segreto di Vera Drake

Piccoli Ladri

Te lo Leggo negli Occhi

La vita che vorrei

Le Conseguenze dell'amore

Open Water

La Terra Dell'Abbondanza

Mare Dentro

Ovunque Sei

Una Canzone per Bobby Long

Hero

La Mala Educatiòn

Lavorare Con Lentezza

Le Chiavi di Casa

Spiderman2

L'altro lato del Letto

Il Tempo dei Lupi

Primavera, estate, autunno, inverno...e ancora primavera

CatWoman

LadyKillers

Kamchatka

Out Of Time

La Casa dei 1000 Corpi

Ma Mère

Jagoda: fragole al supermarket

El abrazo partido - L'abbraccio Perduto

Indirizzo Sconosciuto

The Day After Tomorrow

Wild-Side

Dolls

La-Donna-Perfetta

Angeli Ribelli

Certi Bambini

Bon voyage

Phone

Maghi e Viaggiatori

Il Servo Ungherese

La Grande Seduzione

Autoreverse

A/R Andata e Ritorno

Pontormo

Codice 46

I diari della Motocicletta

In My Country

Troy

Il Vestito della Sposa

Tu Mi Ami

Togheter with You

Una storia americana - di Andrew Jarecki

L'alba dei morti viventi - di Zack Snyder

Dopo Mezzanotte - di Davide Ferrario

Ti do i miei occhi - di Iciar Bollain

Ogni volta che te ne vai - di Davide Cocchi

Kill Bill Volume 2 - di Quentin Tarantino

Un film parlato - di Manoel De Oliveira

Secret window - di David Koepp

Fratelli per la pelle - di Bobby e Peter Farre

Evilenko - di David Grieco

Il siero della vanità - di Alex Infascelli

Che ne sarà di noi - di Giovanni Veronesi

Laurel Canyon - di Lisa Cholodenko

L'amore Ritorna - di Sergio Rubini

Le regole dell'attrazione - di Roger Avary

Le Cinque Variazioni - di Jorgen Leth e Lars Von Trier

... e alla Fine arriva Polly - di Noémie Lvovsky

Gothika - di Mathieu Kassovitz

I sentimenti - di Noémie Lvovsky

Chinese Odissey - di Jeff Lau

Non Ti Muovere - di Sergio Castellitto

Primo Amore -  di Matteo Garrone

Paycheck -  di John Woo

Mi piace Lavorare -  di Francesca Comencini

Racconti di cucina ; Kitchen Stories - di Bent Hamer

Dal Mali al Mississipi - di Martin Scorsese 

Ritorno a Cold Mountain - di Anthony Minghella

Oscure Presenze a Cold Creek - di Mike Figgis

Alexandra's Project - di Rolf De Heer

In America - di Jim Sheridan

Le valigie di Tulse Luper; la storia di Moab - di Peter Greenaway

Rosenstrasse - di Margarethe Von Trotta

La casa di sabbia e nebbia - di Vadim Perelman

Osama - di Siddiq Barmak

La Rivincita di Natale - di Pupi Avati

Underworld - di Len Wiseman

La giuria - di Gary Fleder

La mia vita Senza Me - di Isabel Coixet

Tutto puo' Succedere - di Nancy Meyers

Alle Cinque della Sera - di Samira Makhmalbaf

Abbasso l'amore - di Peyton Reed

Il Ritorno Del RE - di Peter Jackson

21 Grammi - di Alejandro González Iñárritu

Ultimo Samurai - di Edward Zwick

The Mother - di Roger Michell

A mia madre piacciono le donne - di Inés Paris e Daniela Fejerman

Alex & Emma - di Rob Reiner

Noi Albinoi - di Dagur Kàri

Master and Commander - di Peter Weir

C'era una volta in Messico - di Robert Rodriguez

Thirteen - 13 Anni - di Catherine Hardwicke

La Macchia Umana - di Robert Benton

Mona Lisa Smile - di Mike Newell

In the Cut - di Jane Campion

Le Invasioni Barbariche - di Denys Arcand

Vodka Lemon - di Hiner Saleem

Swimming Pool - di Ermanno Olmi

Lost in translation - di Sofia Coppola

La ragazza delle Balene - di Ermanno Olmi

Cantando dietro i paraventi - di Ermanno Olmi

Love Actually - di Richard Curtis

Kops - di Josef Fares

Ora o mai piu' - di Lucio Pellegrini

Matrix 3 - di Andy e Larry Wachowski

Dogville - di Lars Von Trier

Prima dammi un bacio - di Ambrogio Lo Giudice

Il ritorno - di Andrey Zvyagintsev

Mystic River - di Clint Eastwood

Caterina Va in città - di Paolo Virzì

Kill Bill - di Quentin Tarantino

Prima ti Sposo poi ti Rovino - di Joel Coen

Mio Cognato - di Alessandro Piva

The Dreamers - di Bernardo Bertolucci

Elephant - di Gus Van Sant

Anything Else - di Woody Allen

Il genio della truffa - di Ridley Scott

La Maledizione della Prima Luna - di Gore Verbinsky

Gente di Roma - di Ettore Scola

Piccoli affari sporchi - di Stephen Frears

Son Frére - di Patrice Chereau

Liberi - di Gianluca Maria Tavarelli

Terminator 3 - Le macchine ribelli - di Jonathan Mostow

Immagini/Imagining Argentina - di Christopher Hampton

Il miracolo - di Edoardo Winspeare

IL RITORNO DI CAGLIOSTRO - di Ciprì e Maresco

Buongiorno, Notte - di Marco Bellocchio

Segreti di Stato - di Paolo Benvenuti

La meglio gioventù - di Marco Tullio Giordana

And now...ladies & gentlemen - di Claude Lelouch

Roger Dodger - di Dylan Kidd

Body Snatch / Corps à corps - di Françosi Hanss e Arthur-Emmanuel Pierre

Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano - di François Dupeyron

Lost in La Mancha - di Keith Fulton e Louis Pepe

Confidence - di James Foley

The Pool - di Boris Von Sychowski

The Italian Job - di Gary Gray

Ken Park - di Larry Clark & Edward Lachman

Una settimana da Dio - di Tom Shadyac by Ale

Dogma - di Kevin Smith by Ale

28 Giorni Dopo - di Danny Boyle by Ale

Yossi & Jagger - di Eytan Foxim by Ale

The Soul of Man - di Wim Wenders by Ale

My Name is Tanino - di Paolo Virzi' by Ale

City of God - di Fernando Meirelles by Ale

B.B.& il cormorano - di E.Gabriellini by Ale

The Ring - di Gore Verbinski by Vale Dam

Ricordati di me - di G. Muccino by Vale Dam

Chicago - di Rob Marshall by Vale Dam

Sweet Sixteen -  di Ken Loach by Vale Dam

Io non Ho Paura  -  Gabriele Salvatores by Moma

Era mio padre -  Sam Mendes by Vale Dam

Ma che colpa abbiamo noi  -  Carlo Verdone by Vale Dam

Il Signore degli Anelli - Le due torri  - P. Jackson by Vale Dam

Mulholland drive  -  Lynch

L'uomo che non c'era  -  Coen

L' inverno  -  di  Francesco

Brucio Nel Vento  -  di  Francesco

Domani Lunedì  -  di  Francesco

Canicola  -  di  Simo

Il nostro matrimonio è in crisi  -  di  Vale Dam

In the mood for love  -  di  Francesco

Alì  -  di  Francesco

Il Signore degli Anelli  di  Vale Dam

From Hell -  La Vera Storia Di Jack lo Squartatore  di  Vale Dam

Y tu mama también - Anche tua madre - di Francesco

Il favoloso mondo di Amelie - di Francesco

La rentrée  - di Francesco

Luce dei miei occhi - di Francesco

The Others - di Vale

RAVANELLO PALLIDO - di Vale

Il Pianeta delle Scimmie - di Vale

 Vengo-Demone flamenco - di Francesco

Lista di attesa - di Francesco

27 Baci perduti  - di Francesco

Gohatto - di Francesco

Blow - di Vale

Il Mestiere delle Armi - di Francesco


 

Il genio della truffa
-
di Ridley Scott
- 2003

Ridley Scott continua a passare di genere in genere, e il risultato è la totale confusione (aggiungerei perdita di identità, ma mi allargherei, dato che ormai mi pare, nel suo caso, persa da tempo). Film che ci racconta la storia di questo truffatore interpretato magistralmente (e per me dire così è strano, a proposito di Cage) da Nicholas Cage, un tipo che pare avere più tic e fobie che medicine un ricettario, che nel bel mezzo di un "affare" scopre di avere una figlia di 14 anni. Sceneggiatura a "matrioska", con continui ribaltamenti e "colpi di scena"(modo di dire un po' forte per questo film), il film vivacchia fino ad un finale scontatissimo, e niente riesce a stimolare una visione più attenta nello spettatore. Ottimo, come sempre del resto, Sam Rockwell che interpreta il "socio" di Cage. Film mediocre.
 
Ale
 

La Maledizione della Prima Luna
- di Gore Verbinsky
- 2003

Premettendo che i puristi e gli intellettuali che vanno al cinema per vedere solo film d’essai (meglio se in lingua originale - taiwanese senza sottotitoli) rabbrividiranno a leggere questa recensione, ma “La maledizione della prima luna” è un film divertentissimo, che per una volta vale tutto il prezzo del biglietto.
Nonostante sia un blockbuster costato moltissimo e preceduto da un enorme battage pubblicitario, per lo spettatore seduto sulla poltroncina è come essere al luna park, e infatti il film è ispirato ad un’attrazione di Disneyworld intitolata appunto “Pirates of the Caribbean”. E il film funziona proprio in questo modo, divertendo ed incantando lo spettatore con una regia classicamente perfetta, con una fotografia eccellente, con la meravigliosa ambientazione caraibica e con i costosissimi effetti speciali.
Certamente questo film non è all’altezza dei capolavori del cinema ed è cosparso di difetti: il classico lieto fine hollywoodiano con tanto di bacio a picco sul mare tra la coppietta protagonista del film, uno scarso approfondimento psicologico dei personaggi, qualche incongruenza (la fanciulla rapita dai pirati che, una volta salita sulla loro nave, invece di tremare dalla paura comincia  a dare ordini a destra e a manca, neanche fosse un vecchio lupo di mare). Tutto questo però passa in secondo piano rispetto ad una storia divertente e piena di ritmo e di sorprese per lo spettatore, ed al totale disimpegno che è la vera forza di questo film. Se gli altri personaggi sono un po’ scialbi, e il bravo Geoffrey Rush forse non appare moltissimo brilla invece su tutto e tutti la stella di Johnny Depp, in una eccezionale interpretazione (da Oscar) del capitano Jack Sparrow. 
Depp è geniale e non appena entra in scena con le sue strane movenze e il suo look eccessivo, calamita l’attenzione dello spettatore, riuscendo però nello stesso tempo a mettersi al servizio della storia senza rubare la scena agli altri attori. 
Sue sono le battute più divertenti, suoi sono i momenti più ricchi di pathos del film, non manca una scena, riesce in pochi secondi a passare dal comico al drammatico.......insomma, la sua presenza e la sua recitazione nobilitano tutto il film e lo rendono unico.
 
Vale
 

Gente di Roma
- di Ettore Scola
- 2003

Dispiace parlar male di un film italiano, e soprattutto di un grande maestro come Scola, autore di capolavori quali “C’eravamo tanto amati” e “Una giornata particolare”, ma questo “Gente di Roma” non ha proprio scusanti. 
Cercando gli aspetti migliori del film dobbiamo dire che si salva proprio poco. Forma ibrida tra documentario, film a episodi, film verità, non si capisce dove il film vada veramente a parare. 
La cosa peggiore è sicuramente la scrittura (o meglio la non - scrittura) della sceneggiatura (perché c’è????), infatti dietro l’alibi di rappresentare un affresco della “città eterna” si susseguono in realtà una serie di quadretti che vanno dalla barzelletta recitata al patetico disoccupato che finge di andare al lavoro per non confessare la verità alla moglie, al razzismo (vero o presunto) dei romani nei confronti degli immigrati. Una fiera di luoghi comuni che, snocciolati così tutti insieme uno dopo l’altro, risultano estremamente stucchevoli. Si salvano sicuramente Valerio Mastrandrea e Salvatore Marino, anche se la seconda parte dello sketch si trascina un po’ stancamente nel corteggiamento del mollicone coatto, si salvano Fabio Ferrari e Arnoldo Foà, in un quadretto ironico e graffiante della vecchiaia, potrebbe essere più convincente la Impacciatore, che comunque mantiene sempre la sua solita simpatia. La partecipazione della Sandrelli è insulsa, era proprio necessario usare in quel modo un’attrice come lei? 
Ma questo è niente in confronto agli episodi più “agghiaccianti”: il cimitero con i morti che parlano, uno “Spoon River” del Tufello con un interlocutore che si rivolge direttamente al pubblico guardando in macchina (cos’è, una strizzata d’occhio immotivata a Godard?), e soprattutto la parte dei test sull’Alzheimer che dura tantissimo e fa venire i brividi. 
Anche tecnicamente si notano qua e là errori nel montaggio e sfuocature, e lo spettatore dopo un’ora e ventinove che sembra non finire mai non può non chiedersi se sia solo un brutto scherzo di uno dei più grandi registi italiani, che stavolta era in vena di burle.
 
Vale
 

Piccoli affari sporchi
- di Stephen Frears
- 2003

Buon film, quest'ultimo di Frears, che ci mostra uno spaccato della Londra contemporanea-"sotterranea", abitata e mossa da immigrati soprattutto clandestini, con uno sguardo esattamente a metà tra il cinema finto sporco di Guy Ritchie e il cinema militante di Ken Loach. Del resto però, non credo gliene possiamo fare una colpa, visto che, per raccontare le ingiustizie sociali e la disperazione di chi, pur di vivere degnamente, accetta di farsi togliere un rene, non è necessario essere minimali. 
L'importante è, come in questo caso, avvincere e interessare lo spettatore con una storia di ordinario sfruttamento messa sullo schermo con notevole eleganza. 
Buona la prova di tutto il cast; in gran forma Sergi Lopez nei panni dell'aguzzino, piacevole scoperta Chiwete Ejiofor protagonista maschile, leggermente a disagio ma non troppo nel ruolo semi-drammatico la faccina troppo dolce di Audrey Tautou.
Buona visione.
 
Ale
 

Son Frére 
- di Patrice Chereau
-2003

Ricordate "Intimacy"? Il regista è lo stesso.
Premesso ciò, questo film è solo ed esclusivamente per palati forti, fortissimi. La storia è quella di due fratelli che si ritrovano a causa della malattia semi-terminale del maggiore.
Il cinema di Chereau è fatto di corpi, o forse per i corpi. I sentimenti sono sottintesi, mentre ai corpi e allo spettatore non viene risparmiato niente.
Ai corpi perchè non sempre (quasi mai) sono belli, specialmente nelle circostanze della malattia.
Agli spettatori, in questo caso, cateteri, cicatrici, rasature pre-operatorie, emorragie....completano il quadro i genitori incapaci di accettare il tutto (così come l'omosessualità dell'altro figlio), la fidanzata che non ce la fa più, ed infine la complicità ritrovata con il fratello, vero protagonista.
Film duro, secco, vero.
Attori perfetti nel simulare quello che accadrebbe veramente in una situazione del genere.
 
Ale
 

Liberi
- di Gianluca Maria Tavarelli
-2003

Ancora un film che parla, o che comunque prende spunto, da un "dramma del lavoro"; preparatevi, perchè sarà un po' come con i film sull'Olocausto in passato e fino ai giorni nostri.
Prolifereranno. 
La riflessione che ne scaturisce è proprio questa : il dramma dei nostri tempi è la disoccupazione, il cambiamento drastico del "mercato del lavoro". Come nel film, i genitori diventano come bambini, e i figli si ritrovano a dover fare loro da genitori. 
E tutto questo perchè, in questo caso, causa stabilimento che chiude, un intero paese si ritrova catapultato tra i "lavoratori socialmente utili". Depressione, suicidio, disgregazione familiare, fanno da contrasto e sfondo alla voglia di vita del giovane protagonista, che, inerte spettatore all'inizio, si ritrova pedina fondamentale alla fine. Film acerbo per alcuni aspetti, leggero nell'affrontare le problematiche suddette, ma che aiuta ad inquadrare il problema.
 
Ale
 

Terminator 3 - le macchine ribelli
- di Jonathan Mostow

-2003

Potrei riassumervi il mio giudizio sul terzo atto della saga che ha sconvolto i parametri del cinema d'azione (forse l'unico caso dove il sequel è stato migliore del primo film), semplicemente dicendovi : primo tempo capolavoro, secondo tempo cagata. 
Il primo tempo è in sostanza fatto da 2 inseguimenti; il primo, con la terminatrix su una gru (stabilizzatori allargati e braccio che va da una parte all'altra con Schwarzy attaccato, a distruggere tutto quello che c'è ai bordi delle strade), è un capolavoro. 
Non vorrei scomodare paragoni mitici, ma mi è venuto a mente quello di "il braccio violento della legge". Il secondo tempo è come una gomma che si sgonfia lentamente; la trama è insipida, il finale insulso. 
Kristanna Loken, che interpreta la terminatrix, è perfetta per la parte : bellissima, fredda, spietata, robotica.
La scena del suo arrivo sulla terra ricorda il video di "thank you" della Morissette (naturalmente con un altro "physique"). 
Schwarzy semi-bollito, retto dalle battute, che, a dire la verità, non mancano (una su tutti "vaffanculo, brutto stronzo!!" "non sono programmato a tal fine"). In definitiva, bisognerebbe uscire a metà, per conservare un buon ricordo. 
PS. scrivetemi se, come me, uscirete dalla sala con la netta impressione che a Claire Danes abbiano allungato il naso.
 
Ale
 

Immagini / Imagining Argentina
- di Christopher Hampton

-2003

Per capire quanto sia malriuscito questo film, si dovrebbe vedere subito prima (o subito dopo) "Garage Olimpo" di Marco Bechis. 
Le nefandezze del regime argentino sono le stesse, ma il risultato è diametralmente opposto. La colpa è da imputare sia ad una sceneggiatura (basata addirittura su un libro....ma pensa te!?!?!?) che usa il pretesto un po' insulso della preveggenza del marito (Banderas), regista di teatro per bambini, al quale viene rapita prima la moglie (Thompson) giornalista, poi la figlia studentessa (pretesto insulso e, aggiungerei, quasi "offensivo" nei confronti dell'immensità della tragedia, purtroppo reale), sia ad una modestissima prova corale di recitazione di un po' tutto il cast, imputabile soprattutto al regista (su tutti uno scandaloso banderas, che non riesce mai e poi mai a risultare credibilmente addolorato o, almeno, un po' preoccupato, neppure quando un cane per poco non lo sbrana vivo). Storia d'amore che non prende mai allo stomaco, lieto fine non più stucchevole dell'intero film. 
Da dimenticare in fretta.
 
Ale
 

Il Miracolo
- di Edoardo Winspeare

-2003

Come spesso accade, la critica arriva prima del film (e anche su questo ci sarebbe da pensare...), e già si erano insinuati dubbi e stroncature sul nuovo lavoro di Winspeare.
Il "lavoro" duro, quando si è appassionati, è mettersi a sedere e dimenticarsi di tutto. 
Certo, questo film non è magari esaltante come il precedente "sangue vivo", però cribbio (come dice Silvio), ce ne fossero film così, no? Voglio dire, se il cinema è raccontare storie, questa è una storia e sta in piedi pure se gioca sulla credulonità (si dice??) degli italiani, e anche sulle loro problematiche "di sopravvivenza". 
Io l'ho letta come una richiesta di attenzione verso i bambini e gli adolescenti. Lo spaccato italiano, appunto, è ben fatto, il sud disegnato, credo, com'è. 
La disgregazione familiare, il tentativo di approfittare del bambino da ogni parte senza ritegno. Il dramma del bambino che non sa se si è suggestionato da solo oppure no (dopo un incidente, si convince di poter guarire e resuscitare le persone); il profondo, sincero dispiacere, quando si accorge di essere un bluff, ma non perchè volesse "essere qualcuno", solo perchè essendo altruista voleva "essere d'aiuto". 
Il miracolo vero, alla fine, quando salva Cinzia dalla sorsata di candeggina. 
Splendida cornice di una Taranto decadente, spettacolare la faccia del protagonista bambino.
 
Ale
 

Il Ritorno di Cagliostro
- di Cipri e Maresco

-2003

Film di Cipri' e Maresco che sicuramente tutti ricorderanno per le immagini surreali di "cinico tv", con questo film impegnati in concorso alla mostra del cinema di Venezia. Anche il film, una produzione cinico cinema segue le impronte di quei filmati dove attori sicilianissimi ,piu' o meno professionisti ,attraverso filmati stile documento amatoriale (girato in super8) vengono messi insieme da cipri' e maresco per dare vita a una pellicola esilarante e allo stesso tempo cinica come nel loro stile. Si parla di un'ipotetica casa di produzione cinematografica,la "trinacria production", che negli anni 50 sotto il patrocinio anonimo dell'uomo d'onore Lucky Luciano attraverso un improbabile produttore cardinale Vincenzo Sucato, produce film a dir poco assurdi, cosi' assurdi da avviare la "trinacria production" al fallimento...e a far ridere noi spettatori a piu' non posso! Uomini vestiti da madonne e improbabili marziani che entrano nelle case dalle finestre salendo con una "avveniristica" scala di legno, intrattengono i soliti 6 spettatori in una squallida sala di parrocchia siciliana,dove immancabile è il chirichetto della chiesa con arancino siciliano e/o cannolo... Dopo una serie di produzioni fallimentari, la salvezza della "Trinacria production" è tutta affidata ad un ultimo film "il ritorno di cagliostro". 
Per questo ultimo capolavoro viene inviato dal padrino Lucky Luciano una vera star hollywoodiana, nientemeno che l'attore, piu' conosciuto come interprete di Freddy Krougher, Herroll Duglas. Andate voi adesso al cinema a vedere che fine faranno fare alla tanto attesa star del cinema, perche' come è successo a me uscirete dalla sala con le lacrime agli occhi dal ridere...è un film ecezzionale...minchia due GGGENI!
 
Daria Busoni
 

Buongiorno, notte
- di Marco Bellocchio

-2003

Iniziamo con due considerazioni : 1) le polemiche, infantili a mio avviso, sulla non premiazione del film a Venezia, hanno fatto bene al film; la coda di martedì sera alla cassa del cinema dove l'ho visto è una chiara testimonianza a tal proposito. 2) prima di scrivere qualcosa sul film, ho voluto leggere le dichiarazioni "sdegnate e offese" della figlia di Moro a proposito del film in questione. E non le ho condivise. Certo, non ho il suo coinvolgimento emotivo nella vicenda. Detto questo, passiamo al film. 
La quantità di film su quel periodo della nostra storia contemporanea è impressionante, e dimostra quanta inquietudine ancora ci sia e venga richiamata dal solo ricordo; c'è chi sceglie di attenersi ai fatti, c'è chi prova a formulare ipotesi e teoremi ("piazza delle cinque lune"), anche interessanti; Bellocchio, ispirandosi liberamente al libro di Laura Braghetti, sceglie di filmare la storia del rapimento di Aldo Moro cercando il volto "umano" ed emozionale dei protagonisti. Ci riesce in parte, dato che non tutti i personaggi coinvolti riescono a trasmetterci le loro emozioni; sicuramente Chiara, alter ego della Faranda, interpretata dalla splendida Maya Sansa. L'elemento onirico gioca una parte fondamentale nel film; a tratti stucchevole (i sogni, ad occhi aperti, di Chiara), a tratti profondamente importante; la figura dell'interprete di Aldo Moro (non ci dimentichiamo, è cinema) che cammina, quasi con fare da bullo, nell'alba di Roma il giorno della sua esecuzione, fa del "finale alternativo" del film un momento quasi catartico.
In definitiva, non un film superlativo, ma che senz'altro da spunti di riflessione anche umana; non una accuratissima ricostruzione storica, ma senz'altro indovinata, presumibilmente, in alcuni frangenti, appunto, umani. Comunque sia, onore a Bellocchio per aver osato.
 
Ale
 

Segreti di Stato
- di Paolo Benvenuti
-2003

Chi conosce il cinema di Paolo Benvenuti, sa che cosa aspettarsi, mentre chi non ci ha mai avuto a che fare, probabilmente rischia di trovarsi spiazzato di fronte a un film che tratta un argomento interessantissimo (il processo per la strage di Portella della Ginestra, 1 maggio 1947, strage della quale fu accusato Salvatore Giuliano, nella quale morirono 11 manifestanti comunisti), ma lento, rarefatto, senza nessun tipo di azione, con una recitazione quasi teatrale, che in alcuni casi rasenta l'incapacità (chissà se è voluto il fatto che i cacciatori siciliani siano sardi..si capisce da come tentano di parlare il siciliano). Grande amante delle ricostruzioni storiche, questa volta si lancia anche in ipotesi, anche se, più o meno già espresse sia da storici che dalle sinistre. Il film nel suo complesso risulta comunque molto freddo; probabilmente quello che voleva, attenendosi scrupolosamente ai fatti. Ne emerge ancora una volta, una inquietante prospettiva, nella quale gli USA e il clero controllerebbero l'intera civiltà occidentale. Che abbia ragione? Raccomandato a chi ama, appunto, le ricostruzioni storico-contemporanee.
 
Ale
 

La meglio gioventù 
- di Marco Tullio Giordana
-2003

Una saga. Uno spaccato di storia italiana raccontata attraverso una classica famiglia italiana media. Una storia che può essere vera. Un gran bel lavoro. Usare la parola film può essere rischioso, per una cosa nata per la tv, lunga 6 ore, presentata al cinema in due atti da 3 ore l'uno. Dal 1966 a oggi; si usa dire, nel caso di film lunghi ma belli, che non annoiano. Sinceramente, in questo caso vorrei dire qualcosa di più, tipo che volevo non finisse più. Ma se fosse andato più in là sarebbe diventato fantascienza, quindi va bene così. Il primo atto getta le basi e ripercorre l'alluvione del 1966, le proteste studentesche del '68, gli scontri con la celere, la liberazione sessuale, la prima crisi industriale Fiat, l'avvento della lotta armata. Il secondo, pur continuando a raccontare, sterza sul sentimentale, entra dentro alle cose che ci fanno piangere di gioia e di rabbia, ci mostrano il bello e il brutto dell'Italia; gli si perdonano volentieri alcune forzature strappalacrime e altri intrecci troppo prevedibili ma funzionali al racconto (anche nella prima parte, la contrapposizione tra i due fratelli uno celerino, l'altro sessantottino). Una strepitosa prova corale anche degli attori, un film da rivedere con gioia anche quando la Rai si deciderà di passarlo.
Grande davvero (in tutti i sensi!!).
 
Ale
 

And now...ladies & gentlemen 
- di Claude Lelouch

-2003

2 storie diverse, quelle di una cantante francese e di un ladro gentiluomo inglese, accomunate dai sintomi di un tumore al cervello, si incrociano imporvvisamente e la loro vita prende una svolta decisiva.
Il film genera sensazioni contrastanti; ovviamente girato con maestria, divertente in molti siparietti, indovinato in ogni minima scelta dei (molti) personaggi, risoluta però anche ridondante, qualche inserto musicale di troppo, un finale un po' troppo generoso.
La paura della malattia e le diverse strade per fronteggiarla, portano forse ad una scelta del genere, per non dare troppa ragione all'una o all'altra strada, appunto.
Straordinaria Claudia Cardinale nei panni di una anziana e annoiata moglie di un ricco italiano perennemente in vacanza.
 
Ale
 

Roger Dodger 
-
di Dylan Kidd
-2003

Ve lo dico subito : questo è uno di quei film che a me piacciono molto.Un film dove si parla molto, ma mai a caso.
Il pretesto è l'iniziazione al sesso del nipote da parte di un pubblicitario NewYorkese, brillante ma appena scaricato dalla sua donna-capo.Dialoghi serrati, duri da seguire ma tutti importanti, regia mai scontata e decisiva, che ti fa sentire sempre in mezzo alla storia anche quando sceglie inusuali campi lunghi.
Buon cast, dove la mano del regista si sente : ricordate Elizabeth Berkeley, protagonista dell'orribile "Showgirls", probabilmente uno dei peggiori film degli ultimi 30 anni? Ebbene, qui risulta gradevolissima; misurazione con tutti gli altri, persino con l'assoluto protagonista Campbell Scott, che una volta per tutte ci ricorda che lui è questo, e non l'ultra-patetico malato terminale dell'altrettanto orribile "scelta d'amore".
Un gran bel film.
 
Ale
 

Body Snatch / Corps à corps
di Françosi Hanss e Arthur-Emmanuel Pierre
-2003

Uno psico-thriller francese; l'idea non sarebbe nemmeno male (un ex medico ricercatore cerca di far "rivivere" figlia e moglie in altri corpi), ma manca del tutto la suspense, e l'impressione è decisamente quella che gli autori di questo film si siano presi un po' troppo sul serio senza risultare convincenti.
Splendida Emmanuelle Seigner, molto meno l'altro protagonista Philippe Torreton.
 
Ale
 

Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano
di François Dupeyron
-2003

Se si va a vedere questo film caricati da tutta l'attesa che la stampa vi ha messo sopra, se ne esce delusi.
E' un film molto semplice, con una storia, tutto sommato, senza scossoni, anche se a raccontarla non sembrerebbe (famiglia disgregata, infanzia fra le battone, morte di un genitore...).
Forse, mi sono detto alla fine, il succo è tutto lì, nella semplicità dell' "arabo", nella sua assoluta mancanza d'ipocrisia, particolarità che lo fa entrare così bene in sintonia con il minorenne protagonista.
Forse un manuale per trattare con i giovani?
Non ne ha l'arroganza. Magari un piccolo suggerimento.
 
Ale
 

Lost in la Mancha
di Keith Fulton e Louis Pepe
-2003

Se ci pensate un momento, è meraviglioso : un film-documentario su un film mai terminato, e con pochissimo girato.
La storia, per chi non la conosce : Terry Gilliam da anni (più di 10 adesso) sta tentando di girare un film sul Don Chisciotte di Cervantes. 
Nel 2000 cominciò a girare in Spagna, ma la sfiga volle che la troupe fosse costretta a sospendere le riprese, mai più cominciate. Questo docu-film ci mostra come andò. Ma ci mostra anche la vera magia del cinema, oltre alla visionarietà di Gilliam. Per chi ama il cinema, direi che è un documento imperdibile. Conosciamo tutta la troupe, capiamo meglio i meccanismi di finanziamento e delle assicurazioni, comprendiamo che cosa sia la pre-produzione e quanto sia importante, vediamo dei dietro le quinte particolari, in maniera così nitida che arriverete a sospettare che Johnny Depp sia un cocainomane, ma vi convincerete che è un bravo attore (magari c'è ancora qualcuno che ne dubita..).
Oltre a questo, la storia di questo film mancato (che, in effetti, poteva essere un vero capolavoro) è piena di peripezie, quindi non annoia per niente, e diventa, soprattutto per chi ne sa poco, avvincente come e più di un film.
Perché come tutti sappiamo, la realtà supera sempre, e di gran lunga, la fantasia
 
Ale
 

Confidence
di James Foley
usa-2003

Nella tragica penuria d'uscite cinematografiche in questa estate 2003, un film senza troppe ambizioni come questo diventa importante come una secchiata d'acqua fresca addosso, in questo forno globale.
Cast variegato e ricchissimo, con veterani in piccole ma fondamentali parti (Dustin Hoffman, Andy Garcia), emergenti interessanti (Rachel Weisz, Edward Burns che assomiglia sempre di più pericolosamente, soprattutto nell'inespressività, a Ben Affleck...e pensare che è -era??- pure un buon regista!) e caratteristi fenomenali (Paul Giamatti su tutti), struttura a scatole cinesi e flashback, richiami vari (The Snatch, L'inglese ecc.), scorre ottimamente fino alla fine, stentando un po' nella seconda parte.
Si parla di gangster e di truffe.
Si può vedere.
 
Ale
 

The Pool
di Boris von Sychowski
-2003

La domanda, come diceva Lubrano, sorge spontanea, e come ha detto la persona che era con me al cinema a visionare il film in questione : “ma che glieli produce film così?”.
Per terminare il tourbillon di citazioni, come diceva il profeta di Quelo :“ la risposta è dentro di te. E purtroppo è sbajata!! ”.
Horror movie da campus americano, girato a Praga con cast tedesco (che però sembra americano, tutti carini e glabri i maschietti, tutte fighe le ragazze). Originalità zero. Dialoghi sotto terra. Suspense zero. Musica zero. Qualche accenno di risveglio dal torpore durante gli assassinii per alcune tecniche di “accoltellamento” particolarmente “fastidiose”.
Meglio gelato e passeggiata.

 

 
Ale
 

The Italian Job
di Gary Gray
Usa-2003

Pare sia una specie di remake di "un colpo all'italiana" del '69 (avete presente, a proposito, quel clip degli Stereophonics girato a Torino con l'inseguimento tra Mini-Minor e le Giulia della Polizia? È ispirato al film di oltre 30 anni fa). 
Cast importante (Charlize Theron, Mark Wahlberg, Ed Norton, Donald Sutherland) per un film assolutamente soporifero, dove i colpi di scena si susseguono solo per creare il pretesto di prolungare una pellicola della quale potevamo tranquillamente fare a meno. Ladri iper-specializzati e gentiluomini (non sparano - a parte qualcuno), hacker, esperti di esplosivi, cattivissimi malavitosi ucraini, ciccioni samoani, filosofia e psicologia spicciola applicata al crimine e ai rapporti familiari, filiali e interpersonali, il tutto mescolato in un calderone insensato. 
Risparmiate i soldi.

 

 
Ale
 

Ken Park
di Larry Clark & Edward Lachman
Usa-2003

A giudicarlo a freddo, il film ha anche un suo perché. Tutti i casini (diciamo pure in senso letterale), le perversioni, la disperazione, la mancanza di amore vero, di questa (come sicuramente di altre) provincia americana, forse, porta il Ken Park del titolo a fare quello che vediamo in apertura del film. Ma lì per lì, il tutto pare un po' una forzatura, uno di quei classici film nati per incassare con lo scandalo. Scene di nudo frontale e semi-porno (qui si va oltre, vediamo sessi in primo piano e pure un eiaculazione, farcita da semi-soffocamento, e le scopate non sono certo "in ombra") sono distribuite con generosità. 
Certo, lo stile delle inquadrature, alla ricerca del particolare non sempre morboso, ma funzionale alla disperazione della realtà narrata, fa intuire che si tratta di un'operazione tutto sommato onesta, anche se estremamente forte. 
Fate conto, che di tutti i personaggi, la più normale pare essere la mammina/barbie che, mentre la figlia adolescente è a scuola e l'altra, la piccola, è davanti al mega schermo tv che guarda la solita videocassetta (nella quale appaiono sempre gli stessi culi di donna), si scopa allegramente il fidanzatino della figlia grande (pur ammettendo di amare il marito) al piano di sopra. 
Se non ci si sdegna troppo, ci sono anche momenti di ilarità assoluta, con situazioni a dir poco grottesche. In definitiva, un film da palati forti ma da vedere; non ti apre la mente, ma gli occhi si. Anche se noi li abbiamo aperti da un po'..................

 
Ale
 

Una settimana da Dio
di Tom Shadyac
Usa-2003

Mi verrebbe da risolvere la questione con un semplice ma efficace "che tristezza!" ; invece, ci vuole impegno anche nelle negatività. È un peccato vedere un talento come Jim Carrey sprecato per film come questo, che, inalberandomi, potrei schematizzare con una prima parte fortemente diseducativa e un finalone buonista, pieno zeppo di stereotipi e luoghi comuni, situazioni prevedibilissime, citazioni ai limiti del ridicolo e gag che fanno molto ridere chi si accontenta.
Forse anche un po' autobiografico (Carrey deve essere proprio sfigato anche nella vita, se accetta copioni come questo), mi lascia l'impressione che Carrey sia costantemente sopra le righe (ma è il suo mestiere??), e che Jennifer Aniston abbia esaurito il suo campionario di faccine con "Friends" e le ripeta all'infinito (ma è il suo mestiere!!).
Film adatto a quelle persone come la spettatrice che occupava la poltroncina dietro la mia, che in tono saccente ha detto al marito all'apparizione (letteralmente) di Morgan Freeman (nei panni di Dio) : "bravo questo attore, Samuel L. Jackson".

Era quella che rideva più di tutti.

 
Ale
 

Dogma - 
di Kevin Smith
Usa-1999

Finalmente!!! Dopo oltre 3 anni, arriva anche in Italia il quarto lavoro di Kevin Smith (Clerks, In cerca di Amy), mentre la scorsa estate i mitici distributori italiani hanno castrato il suo quinto film, "le avventure di Jay e Silent Bob", uscito in luglio per un paio di giorni e subito ritirato. E ci torna il sorriso (intelligente)!! Con un cast importante (Ben Affleck, Matt Damon, Linda Fiorentino, Chris Rock, Salma Hayek, Alanis Morrisette in un cameo gustosissimo ecc.ecc.), il film sfoggia la solita grande ironia di Smith, con dialoghi brillanti e episodi grotteschi fino alla morte per risata (il mostro di merda è una vera chicca); due angeli "declassati" per una mancanza (Damon e Affleck), tentano di "recuperare" fermando una manovra contro la Chiesa, infrangendo però ancora un tabù, assumendo sembianze umane e scendendo sulla terra; da qui partono peripezie incredibili. Chissà perché, sono sempre stato convinto che il Papa non avrebbe mai permesso di vedere questo film in Italia, nonostante Smith si professi credente da sempre. Anche se la sceneggiatura si presenta apparentemente sconnessa, il film ha una sua logica e risulta spassosamente scorrevole, anche se non il migliore del regista, alias Silent Bob.

Da vedere assolutamente perché :
1) i film di Smith devono essere visti (recuperate in vhs anche"mallrats", il secondo)
2) per vedere come si può fare cinema quasi-blockbuster con intelligenza e ironia colta.

 
Ale
 

28 Giorni Dopo - 
di Danny Boyle
Eng-003

Ritorna l'eclettico Danny Boyle, e questa volta si cimenta con il genere "catastrofista". Lo fa alla sua maniera, ed il risultato è positivo. Incipit claustrofobico (liberazione di alcune scimmie cavie di laboratorio da parte di un commando animalista, che genera la diffusione immediata del terribile virus) e "risveglio" allucinante (un pony express si sveglia dal coma che gli ha nascosto l'accaduto, esce dall'ospedale e si ritrova a vagare in una Londra deserta, quasi una contraddizione in termini), avviano una prima parte ottima, che tiene assolutamente incollati alla poltroncina solo col terrore.Il richiamo palese al Romero de "la notte dei morti viventi" porta avanti la storia, insieme alla formazione di un gruppo di sopravvissuti al virus che si coalizzano verso una improbabile salvezza; le riprese in digitale e alcuni "inserti" visivi aiutano l'atmosfera.

Nella seconda parte, come sempre accade nelle storie, ma in particolare in quelle di questo tipo, la sceneggiatura si perde un po', cercando una strada per il finale; c'è tempo per creare una situazione "maschilista" e "militarizzata" disdicevole ma, chissà, veramente, come ci comporteremmo in un frangente del genere? Non si sale nella filosofia, ma il risultato e tutt'altro che